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La famiglia

Il punto di riferimento della nostra attività è una grande casa colonica immersa nel verde a pochi chilometri dalla città. Conosciamo la terra, la amiamo e la lavoriamo da generazioni. La nostra famiglia è cresciuta da quello che da questa terra abbiamo ricavato. Abbiamo aumentato la produzione e siamo diventati un’azienda che vuole continuare a produrre alimenti buoni, gustosi e sani.
La nostra numerosa famiglia è composta da Gianni e Silvana con i loro figli: Caterina, Lorenza, Francesca, Sante, Fabio ed Enrica. Sono presenti anche Zio Rino e Zio Bruno, fratelli di Gianni che nonostante l’età danno un prezioso contributo all’azienda.
Sante con il papà Gianni e alcuni operai si occupa dell’azienda agricola (le coltivazioni, le serre, gli allevamenti di animali, ecc.).
Caterina, tempo permettendo, controlla l’aspetto dell’azienda e si occupa delle piante, del giardino, dei fiori, dei locali.
Francesca ha forse il compito più ingrato in tutto questo e cioè occuparsi della parte amministrativa e burocratica.
Fabio, con Mamma, Lorenza ed Enrica si occupa della cucina e degli ospiti.

La Storia

La storia della fattoria e del suo nome risale agli inizi del ‘900, quando la zona a sud di Padova, che fa ancora parte del territorio urbano ma è già campagna, inizia ad attirare braccianti agricoli in cerca di lavoro.
Il 16 ottobre 1908 Giuseppe De Poli e Maddalena, da San Giorgio in Brenta, nel territorio a nord di Padova, si trasferiscono definitivamente a Salboro e registrano il loro arrivo presso l’ufficio parrocchiale.
Con i loro figli, di cui il più grande è Sante, assumono l’incarico di rendere coltivabile e fruttuosa la zona che si presentava paludosa e ricca di boscaglia. In particolare avrebbero dovuto sistemare la campagna piantando il Gelso per l’allevamento del baco da seta, coltivazione già diffusa nell’alta padovana.
Terminata la fase di risanamento, nonno Sante, insieme a nonna Caterina, continuano a lavorare la terra da mezzadri e allevano il baco da seta; con loro ci sono i figli maschi Rino, Bruno e Gianni.
I tre figli maschi segnano la continuità dell’azienda e, ancora oggi, che a gestire Capeeto sono i figli e i nipoti, rappresentano un grande e prezioso aiuto non solo per l’instancabile servizio, ma soprattutto per la saggezza acquistata e per i ricordi che tramandano.
Gianni, a cui si unisce poi Silvana, incrementa l’attività e sviluppa nuove idee.
Oggi l’azienda prosegue l’attività iniziata dai bisnonni Giuseppe e Maddalena adeguandola alle nuove esigenze. Sono presenti l’allevamento del coniglio e del maiale, le serre con la produzione di insalatina, rucola, il vigneto, la coltivazione di mais, grano, soia a rotazione.
Nella bassa corte dal 1989 si è sviluppata l’attività agrituristica.
Più di 100 anni di grande lavoro hanno trasformato questo posto che ha conservato le caratteristiche di quando è nato: i gelsi centenari visibili tuttora in azienda, la grande passione per la terra che ancora oggi ci tiene legati a questo lavoro e il nostro nomignolo Capeeto (piccolo cappello).
Un curioso aneddoto racconta che il papà di Giuseppe portava sempre un piccolo cappello di paglia dal quale non se ne separava mai, neanche a tavola quando si sedeva per pranzare rientrando in casa dopo una giornata di lavoro.
Dai nostri nonni ci è quindi rimasto il nome di Capeeto, per mantenere vivo il nostro amore per la terra.

Riconoscimenti
L’Azienda Agricola CAPEETO ha aderito alla campagna “M’illumino di meno 2012” promossa dalla trasmissione Caterpillar (Radio 2) e Legambiente.
Nella serata di venerdì 17 febbraio 2012, si è svolta la manifestazione in programma, utilizzando per l’illuminazione interna ed esterna ben 284 punti luce tra candele, fiaccole e falò, spegnendo completamente tutte le luci elettriche.

Di seguito potete trovare le foto relative alla premiazione degli “Oscar Green 2006” riservati alle imprese agricole condotte da giovani, premio promosso dal movimento giovanile della Coldiretti.
I vincitori sono stati selezionati tra le oltre 100 mila imprese agricole che rappresentano appena il 3,9% del totale delle aziende italiane. Dal recupero degli animali in via di estinzione al coinvolgimento di disabili in azienda, dall’innovazione di prodotto al recupero delle tipicità, dalla riscoperta delle proprietà medicinali delle piante all’uso non alimentare delle coltivazioni fino alla trasformazione e vendita aziendale dei prodotti.
Dieci le categorie individuate dalla giuria: Comunicazione e trasparenza, Rapporto con il consumatore, Valorizzazione del territorio, Contributo allo sviluppo locale, Integrazione nella filiera, Tutela dell’ambiente e sostenibilità, Ricerca e innovazione, Creatività d’impresa, Originalità nella diversificazione dell’attività, Stile imprenditoriale.
La premiazione si è svolta a Roma, presso lo spazio Etoile, il 5 dicembre 2006, ed è stata organizzata da Coldiretti, CampagnaAmica e la Camera di Commercio. L’azienda agrituristica Capeeto ha partecipato nella categoria “Comunicazione e Trasparenza” ed è stata selezionata tra le migliori cinque d’Italia.